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Legge di Bilancio 2026: le ONG chiedono al Parlamento di scongiurare i tagli alla cooperazione

Nel corso dell’audizione tenutasi oggi presso la Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato, le reti delle organizzazioni della società civile hanno espresso forte preoccupazione per i tagli previsti nel nuovo bilancio dello Stato, sottolineando una contraddizione di fondo tra gli obiettivi politico-strategici dichiarati dal Governo e la reale capacità finanziaria messa a disposizione per perseguirli.

L’audizione delle ONG mette in luce un elemento centrale: la cooperazione allo sviluppo non è semplicemente una voce di bilancio, ma un pilastro della politica estera, fondamentale per prevenire l’escalation delle crisi, sostenere percorsi di pace e rafforzare la presenza italiana nei contesti fragili. Tagli prolungati e incoerenti rischiano di compromettere il ruolo dell’Italia nei consessi internazionali e ridurre l’impatto delle iniziative strategiche, a partire dal Piano Mattei.

Un definanziamento che indebolisce la cooperazione italiana

Dall’esame delle tabelle contabili allegate alla manovra emerge un quadro di riduzione dei fondi e di mancati incrementi previsti: il capitolo di spesa dedicato alla cooperazione allo sviluppo subisce una riduzione consistente e pluriennale. La Missione 4 – “L’Italia in Europa e nel mondo”, Programma 4.2 – “Cooperazione allo sviluppo” registra infatti tagli per un totale di 163 milioni di euro nel triennio così distribuiti:

  • 63,7 milioni di euro nel 2026,
  • 49,7 milioni nel 2027,
  • 49,7 milioni nel 2028,

Il taglio più rilevante riguarda l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), secondo le ONG, il finanziamento scenderà da circa 630 milioni a poco più di 560 milioni, con una riduzione del 9,5–10% nel 2026 e ulteriori contrazioni del 7–8% negli anni successivi.

Incoerenza con il Piano Mattei e l’ampliamento dei Paesi prioritari

Le organizzazioni segnalano un’incoerenza tra le ambizioni dichiarate dalla politica estera italiana e le risorse effettivamente previste. Nonostante la significativa riduzione dei fondi, il Governo infatti amplia l’elenco dei Paesi prioritari della cooperazione da 21 a 38 e promuove il Piano Mattei – presentata come pilastro del rilancio della presenza italiana in Africa e largamente fondata su strumenti e pratiche della cooperazione allo sviluppo. Senza un adeguato incremento delle risorse, avvertono le ONG, il rischio è quello di compromettere la concentrazione e l’efficacia degli interventi, generando una dispersione dei fondi e indebolendo il ruolo dell’Italia nei contesti più fragili.

Aumentano le risorse per difesa e missioni internazionali

Nel bilancio 2026 si registra invece un forte incremento delle risorse destinate alla difesa e alle missioni internazionali, con un aumento di 250 milioni di euro nel Fondo Missioni. Una quota rilevante di queste azioni dovrebbe appoggiarsi alla struttura operativa dell’AICS: una dinamica che, senza un adeguato rafforzamento dell’Agenzia, rischia di generare tensioni operative e incoerenze politiche.

Le proposte delle ONG al Parlamento: tre interventi urgenti

Durante l’audizione, le reti della società civile hanno presentato anche tre interventi considerati essenziali per rafforzare la cooperazione italiana:

  • ripristinare totale delle risorse ridotte nel triennio e provvedere alla loro stabilizzazione.
  • considerare i fondi per la cooperazione come oneri inderogabili, analogamente a quanto avviene per altre voci vincolate da impegni internazionali.
  • costruire un meccanismo progressivo e verificabile per rispettare l’obiettivo dello 0,70% del Reddito Nazionale Lordo destinato all’Aiuto Pubblico allo Sviluppo.

Vedi di seguito il video dell’audizione alla Commissione esteri del Senato


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