Agenda 2030: a New York il bilancio sui progressi verso gli SDGs
Dal 7 al 15 luglio, le Nazioni Unite riuniscono a New York governi, istituzioni internazionali e organizzazioni della società civile per l'High-level Political Forum (HLPF), il principale appuntamento annuale dedicato al monitoraggio dell'Agenda 2030 e dei suoi 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs). L'evento, organizzato sotto l'egida del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC), rappresenta il momento di confronto sui risultati raggiunti e sulle azioni ancora necessarie per accelerare il percorso verso lo sviluppo sostenibile.
L'edizione 2026 è dedicata al tema "Transformative, equitable, innovative and coordinated actions for the 2030 Agenda for Sustainable Development and its Sustainable Development Goals for a sustainable future for all" e concentra il dibattito su cinque Obiettivi: accesso all'acqua e ai servizi igienico-sanitari (Goal 6), energia pulita e accessibile (Goal 7), innovazione e infrastrutture (Goal 9), città sostenibili (Goal 11) e partenariati per lo sviluppo (Goal 17).
Solo un terzo degli obiettivi procede secondo i tempi previsti
In occasione del Forum, il Segretario generale delle Nazioni Unite ha presentato il tradizionale rapporto sullo stato di attuazione dell'Agenda 2030. Il quadro che emerge conferma che i progressi sono ancora insufficienti. Dei 139 Target per i quali sono disponibili dati, solo il 36% risulta in linea con gli obiettivi o mostra avanzamenti moderati. Il 49% procede con un ritmo troppo lento per raggiungere i risultati previsti entro il 2030, mentre il 15% registra addirittura un peggioramento rispetto ai livelli del 2015.
Non mancano tuttavia segnali positivi. Il rapporto evidenzia miglioramenti nella riduzione della mortalità materna e infantile, nell'estensione della protezione sociale e nell'accesso all'acqua potabile, ai servizi igienico-sanitari, all'elettricità e a Internet. Cresce inoltre la capacità installata per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Permangono invece forti ritardi negli ambiti più critici dell'Agenda 2030, tra cui la lotta alla povertà e alla fame, la tutela della biodiversità, l'azione per il clima e la riduzione delle disuguaglianze. Secondo il rapporto, a rallentare i progressi contribuiscono i conflitti in corso, le crisi economiche e il persistente divario nei finanziamenti destinati allo sviluppo sostenibile.
L'Italia presenta la terza Voluntary National Review
Tra i protagonisti dell'edizione 2026 figurano 36 Paesi chiamati a presentare la propria Voluntary National Review (VNR), il rapporto con cui gli Stati illustrano i risultati ottenuti nell'attuazione dell'Agenda 2030 e le principali sfide ancora aperte.
Per l'Italia si tratta della terza revisione volontaria nazionale, dopo quelle del 2017 e del 2022. Il documento è stato elaborato nell'ambito del ciclo di attuazione della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile e si sviluppa attorno a quattro elementi considerati strategici: la coerenza delle politiche pubbliche, l'attuazione territoriale degli SDGs, la diffusione della cultura della sostenibilità e il rafforzamento della partecipazione.
Accanto alla revisione nazionale saranno presentate anche 14 Voluntary Local Reviews, elaborate da 15 Regioni, Province autonome e Città metropolitane. Per la prima volta trova spazio anche una Youth Voluntary Review, che integra nel processo di monitoraggio il punto di vista, le priorità e le proposte delle giovani generazioni.
Accelerare l'azione verso il 2030
Il messaggio che accompagna il Forum è chiaro: il tempo a disposizione per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile si sta riducendo rapidamente. Per questo il Segretario generale delle Nazioni Unite richiama la necessità di rafforzare la cooperazione internazionale e aumentare gli investimenti destinati allo sviluppo sostenibile, affinché i risultati già conseguiti possano essere estesi a tutti gli Obiettivi e a tutte le regioni del mondo.