Global Gateway: perché le OSC devono presidiare la Piattaforma di Consultazione con la Società Civile
Dietro ai grandi numeri di Global Gateway — 300 miliardi di euro da mobilitare entro il 2027, decine di Team Europe Initiatives in tutto il mondo — esiste uno spazio meno conosciuto ma strategicamente decisivo: la Global Gateway Civil Society and Local Authorities Advisory Platform (GG CSO/LA Platform), l'organismo attraverso cui società civile ed enti locali dialogano direttamente con la Commissione Europea sull'attuazione della strategia. Capire come funziona — e perché conviene alle organizzazioni italiane ed europee esserci — è utile per chiunque lavori nella cooperazione internazionale.
Che cos'è la Piattaforma
La Piattaforma nasce da un impegno assunto dalla Commissione Europea e dall'Alto Rappresentante per gli Affari Esteri fin dalla Comunicazione congiunta che ha lanciato Global Gateway, il 1° dicembre 2021: se la strategia si definisce "basata sui valori" — democrazia, buona governance, trasparenza, partenariati equi, sostenibilità ambientale, sicurezza, coinvolgimento del settore privato — allora società civile ed enti locali devono avere un ruolo esplicito nel verificarne l'attuazione e influenzarne la strategia.
La missione della Piattaforma è dunque duplice: da un lato aiutare la Commissione a garantire che gli investimenti di Global Gateway rispettino davvero i principi dichiarati; dall'altro offrire a OSC ed enti locali uno spazio per portare all'attenzione della Commissione il proprio punto di vista sul modo in cui la strategia viene calata nei diversi contesti geografici e settoriali, e per esplorare le opportunità di partenariato nei singoli paesi.
Come è organizzata
La Piattaforma opera come gruppo di lavoro del Policy Forum on Development, il meccanismo di dialogo strutturato tra Commissione Europea e società civile sulle politiche di sviluppo. È autogestita e si articola su tre livelli:
- Plenaria, che riunisce attualmente 57 membri — reti e piattaforme di OSC, enti locali, parti sociali — più fino a 10 osservatori
- Gruppo di Coordinamento (Steering Group) di 15 membri, che rappresentano la diversità delle organizzazioni partecipanti e fanno da collegamento operativo tra la Piattaforma e la Commissione, guidando i lavori per un mandato definito
- Sessioni tematiche e gruppi di lavoro, attivabili in qualsiasi momento su aree specifiche delle partnership di Global Gateway o su temi trasversali
Non si tratta quindi di un tavolo consultivo generico, ma di una struttura che può potenzialmente entrare nel merito — settore per settore, paese per paese — di come gli investimenti vengono progettati e realizzati.
Chi può parteciparvi
L'accesso alla Piattaforma non è individuale ma riservato a reti, piattaforme e associazioni globali o regionali di organizzazioni della società civile e di enti locali. I criteri fissati dal bando di selezione (Call for Expression of Interest, chiuso nell'ottobre 2023) richiedevano:
- un'attività comprovata di almeno 5 anni nell'ambito della cooperazione internazionale e dello sviluppo
- una capacità di rappresentanza ampia, con membri in numerosi paesi di una o più regioni
- competenza ed esperienza riconosciute a livello europeo e/o internazionale, inclusa una conoscenza diretta dell'attuazione delle politiche UE
- rappresentanti con seniority ed esperienza adeguate, capaci di riportare regolarmente alle proprie constituency gli esiti dei lavori della Piattaforma
Tra i 42 network di OSC attualmente membri figurano organizzazioni come CONCORD Europe, Oxfam, FORUS, Alliance2015, il Global Campaign for Education e molte reti tematiche e regionali (femministe, giovanili, per la disabilità e l'emergenza). Completano il quadro 4 organizzazioni di parti sociali e imprenditoriali e 11 reti di enti locali, tra cui CEMR-PLATFORMA e le diverse articolazioni regionali di UCLG (United Cities and Local Governments).
È un dettaglio che vale la pena sottolineare: non essendo un meccanismo aperto alla singola organizzazione, la voce delle OSC italiane nella Piattaforma passa necessariamente attraverso la propria partecipazione — diretta o indiretta — alle reti e alle confederazioni europee e internazionali che ne fanno parte.
Cosa fa concretamente
Secondo il mandato definito dalla Commissione, la Piattaforma ha quattro funzioni principali:
- Dialogo su questioni politiche trasversali rilevanti per OSC ed enti locali come attori dello sviluppo nel quadro di Global Gateway — dalle disuguaglianze alla trasparenza, alla sostenibilità
- Raccolta di feedback dalla società civile globale, europea e locale sull'attuazione della strategia, incluso il rispetto dei sei principi chiave nei diversi contesti settoriali e geografici
- Individuazione di opportunità di partenariato tra OSC/enti locali e i progetti bandiera (flagship) di Global Gateway a livello di singolo paese
- Aggiornamenti regolari condivisi tra tutti i partecipanti
Dal suo avvio, la Piattaforma si è riunita in plenaria tre volte: a Bruxelles il 24 ottobre 2023, poi dal 10 all'11 ottobre 2024, e più recentemente il 1° dicembre 2025. Il prossimo incontro plenario è previsto a metà novembre a Bruxelles, con la partecipazione del Commissario Šikela.
Perché è importante presidiarla
Ci sono almeno tre ragioni per cui le organizzazioni della società civile europee — e italiane in particolare — hanno interesse a seguire da vicino, e possibilmente a essere rappresentate in, questo spazio.
Primo: è l'unico canale strutturato di influenza sulla strategia nel suo complesso. Global Gateway mobilita investimenti attraverso l'approccio "Team Europe" che coinvolge Commissione, Stati membri e istituzioni finanziarie, spesso con logiche più vicine al mondo bancario e infrastrutturale che a quello della cooperazione allo sviluppo. La Piattaforma è lo spazio dove si può portare la prospettiva della società civile — diritti umani, sostenibilità, impatto sulle comunità locali — dentro un processo che altrimenti rischia di essere guidato principalmente da logiche di investimento e geopolitica.
Secondo: i sei principi di Global Gateway non si applicano da soli. Democrazia, trasparenza, partenariati equi e standard ambientali sono impegni dichiarati nella Comunicazione congiunta del 2021, ma la loro effettiva applicazione sul campo — progetto per progetto, paese per paese — dipende in larga misura dalla capacità di attori indipendenti di monitorarla e segnalare scostamenti.
Terzo: è una porta d'accesso alle Team Europe Initiatives a livello di paese. Una delle funzioni della Piattaforma è proprio individuare le opportunità di partenariato tra OSC/enti locali e i progetti bandiera di Global Gateway. Per organizzazioni che lavorano su specifici paesi o regioni, seguire i lavori della Piattaforma — anche indirettamente, attraverso le reti di cui fanno parte — può significare intercettare per tempo iniziative rilevanti per il proprio mandato.
Cosa possono fare le OSC italiane
Non potendo aderire individualmente alla Piattaforma, le organizzazioni italiane hanno due strade principali per farsi sentire: attivarsi attraverso le reti europee e internazionali di cui sono già parte (a partire da CONCORD Italia, organismo federato a CONCORD Europe, ma anche le reti tematiche e settoriali pertinenti al proprio ambito di lavoro), sollecitando che le proprie priorità ed esperienze sul campo vengano portate nei lavori della Piattaforma; e seguire con attenzione gli esiti delle plenarie, i cui verbali vengono pubblicati sulla piattaforma capacity4dev della Commissione, per restare aggiornate sull'evoluzione del dialogo e su eventuali nuove opportunità di coinvolgimento a livello di singolo paese.
In un contesto in cui Global Gateway è destinata a rimanere per anni il principale strumento con cui l'UE finanzia le infrastrutture nei paesi partner, presidiare — anche indirettamente — questo tavolo di dialogo non è un esercizio di rappresentanza formale, ma un modo concreto per contribuire a orientare miliardi di euro di investimenti verso un impatto reale sulle comunità locali.