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Forum Cooperazione in chiaro scuro

Per chi si fosse perso i lavori del Forum e il contributo dei diversi personaggi che hanno affollato il parterre dell’evento ci pensa Fabio Pipinatodi Unimondo a tracciare la sua personale classifica di chiari e scuri mostrati a Milano.

In chiaro
La relazione. Cooperazione è relazione. Un’occasione unica per ritrovare amici, ong, partner. Questo è il senso del Forum, che avviene, come sempre, più al sole che all’oscurità; più fuori dal programma che secondo la scaletta predefinita. Chissà quanti progetti ed idee sono partiti.
Andrea Riccardi. Ha avuto il merito di aprire porte e finestre alla casa disabitata da tempo della cooperazione internazionale. Ha anche acceso la luce e dato una ramazzata. Purtroppo ha ben poco da offrire ad eventuali ospiti.
Rossella Urru. Più che del suo rapimento parla delle dure ma importanti scelte di vita dei cooperanti come lei.
Emma Bonino. “La cooperazione è un lusso? Lo sento dire dal 1979!” Cita Amartya Sen “libertà come sviluppo”. Mette in guardia dalle storture che la coop. può fare, come per esempio l’assistenzialismo nei campi profughi. La CPI come strumento straordinario. La prevenzione delle mutilazioni genitali femminili. L’invito a concentrarsi sulla giustizia, al di là di ogni caritatismo. La legge, il diritto come strumento di sviluppo economico e civile. Si respira.

Laura Rosina  ed i giovani cooperanti come da noi intervistati. Sono intervenuti ed hanno dibattuto le ragioni di fondo della cooperazione internazionale chiedendo un pensiero profondo, una rivisitazione di modalità antiche.
Lorenzo Dellai. Cooperazione tra comunità, partenariati di lungo periodo, diritto – dovere alla formazione – La cooperazione? Fa bene al proprio territorio. Non ha voluto dire quanto la Provincia Autonoma di Trento da alla cooperazione Internazionale (0,25%) ma poteva essere un invito a fare altrettanto.
I gruppi di lavoro (high-level panel di approfondimento). Animati da persona qualificate hanno prodotto buone idee come quella di superare la dicotomia tra profit e non profit nella cooperazione, premiando le condotte responsabili delle imprese che rispettano ambiente e diritti umani e possono sviluppare nuovi partenariati con le ong. Oppure il Comune di Milano che pone un ruolo centrale dei migranti nei programmi di cooperazione. Oppure la Tobin tax per finanziare la cooperazione.
Massimo Alberizzi del corsera. 2 tweet. 1) è giusta la presenza dell’ Eni qui. Ha un ruolo importante in Africa: quella di corruttore. 2) mie fonti somale dicono che non sono stati gli integralisti ad uccidere l’ambasciatore Stevens a Bengasi.

In scuro
I panel del Forum. Maschi, bianchi con i capelli bianchi. Il Direttore generale della Cooperazione italiana allo sviluppo Elisabetta Belloni ha coperto il ruolo di presentatrice che introduceva gli “illustri relatori”. Eppure Monti ha sottolineato che il 52% degli operatori sono al femminile. Alla società civile è riservato uno spazio compresso. Ancor più compresso ai partner dei sud del mondo dimostrando, ancora una volta, l’irrilevanza del nostro paese nel contesto mondiale. I giovani? Stavano su twitter.
Blaise Compaoré. Pur riconoscendo una statura politica al Presidente del Burkina Faso presente al Forum (e con il quale bisogna dialogare) la sua biografia in cartella stampa non tiene conto né di rapporti Onu che lo accusano di aver supportato guerre pro diamanti e né di rapporti imbarazzanti di ong.
Carlo Monticelli del Mistero dell’Economia, glissa dalle risorse finanziarie, gestendo gran parte del portafoglio (1 miliardo) e si concentra più sulle risorse umane. Ok. D’accordo. Ma lo facciamo o no questo fondo unico per dare coerenza alle politiche?
Raffaele Bonanni. Amico di Lula e di Aung San Suu Kyi. Ma per favore.
Giuseppe Guzzetti. Ora capiamo che il Presidente dell’ACRI non se ne intenda di cooperazione internazionale. Ci mancherebbe. Ma passare per colui che mette assieme le Ong che, altrimenti, non si parlano sembra un po’ troppo. O no?
Paternalismo italico. Dai “bambini poveri africani” all’“attenzione per le comunità degli immigrati”, dalla destrutturazione del “monopolio del buono” fino alla “capacità italiana di creare simpatia ed amicizia”. Si. Certo. Mentre licenzia insegnanti, medici ed esperti.
La riforma della 49. Non se ne fa nulla. Il Sen. Tonini del PD a riguardo ha espresso un laconico “fai quel che devi e accada quel che può”. Il Ministro, i ministri, non hanno fretta alcuna.
Comunità di Sant’Egidio. È lo staff del ministro. Bene. Ha esposto una mostra interessante su Project Malawi. Molto bene. In collaborazione con Banca Intesa Sanpaolo e Acri. Budget 25,5 milioni di euro. Non è stato forse indelicato nei confronti delle centinaia di Ong e migliaia di operatori convenuti che non sanno come sbarcare il lunario?

In chiaro scuro
Mario Monti. Parole importanti. Peccato che non fossero sue.
Il grande centro degasperiano. Gli attori c’erano tutti: Andrea Olivero, Andrea Riccardi, Lorenzo Dellai, Raffaele Bonanni. Solo un ingenuo potrebbe pensare che non vi fosse stato, nel Forum, un secondo fine. Nulla da dire, per l’amor del cielo. Anzi; dopotutto anche questa è cooperazione.


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