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Dal Milleproproghe più risorse umane e fondi di funzionamento per l’AICS

Il decreto Milleproroghe, trasformato in una sorta di legge di Bilancio bis, arriva nell’aula della Camera. Centinaia di emendamenti che per lo più vanno ad accontentare gruppi di pressione e risolvere vertenze settoriale e/o territoriali. Oggi la Camera dovrebbe dare il via libera per poi passare la palla al Senato la prossima settimana.

Tra le pieghe del decreto hanno trovato finalmente risposta una serie di richieste che ormai da qualche anno l’Agenzia per la Cooperazione sottoponeva alla politica senza trovare la sponda giusta per ottenere una esito risolutivo. Si tratta del braccio di ferro per ottenere uno sblocco delle risorse umane dell’AICS compartimentate sin dall’origine nella legge 125/2014 e un aumento delle spese di funzionamento di 4,2 milioni all’anno garantite dal 2020 al 2028. Una vertenza finora irrisolta che aveva contributo fortemente alle dimissioni della direttrice Frigenti all’indomani dell’esito delle elezioni del 2018 ed era ormai diventata la quotidiana lametatio del corpo dirigente dell’AICS.

Con l’approvazione di un emendamento congiunto PD/M5S approvato giovedì scorso si vanno a modificare una serie di commi della legge 125 e dello statuto dell’agenzia per triplicare di fatto (da 20 a 60) le unità di personale per le sedi estere dell’AICS, potenziando anche il contingente locale da 100 a 150 unità. In attesa che si compiano le procedure concorsuali già autorizzate per l’assunzione di 60 nuovi impiegati di ruolo, si consente ad AICS di provvedere a reclutare ulteriori 9 unità di personale di terza area funzionale (da 20 passano a 29). Tutto ciò va a sommarsi a quanto già ottenuto dall’AICS in sede di legge di bilancio a fine 2019 con l’approvazione dell’incremento del limite massimo della dotazione organica di personale dell’Aics da 200 a 240 unità.

Un risultato positivo rivendicato dalla VM Emanuela del Re e da parlamentari da sempre impegnati sul fronte cooperazione internazionale come Lia Quartapelle e curiosamente anche da un folto gruppo di parlamentari del M5S. Un cambiamento di rotta positivo quello dei grillini che in fase di genesi della 125 furono i principali responsabili delle limitazioni sul personale e sulle spese dell’Agenzia che oggi vengono modificate con l’emendamento approvato.

Oltre alle nuove assunzioni cresce quindi lo stanziamento annuale per le spese di funzionamento dell’AICS, 4,2 milioni in più all’anno a partire dal 2020. Si tratta quindi di oltre 11 milioni all’anno: euro 11.207.686 per l’anno 2020 e a euro 11.656.208 per l’anno 2021, a euro 11.678.619 per l’anno 2022, a euro 11.701.479 per l’anno 2023, a euro 11.724.796 per l’anno 2024, a euro 11.748.579 per l’anno 2025 a euro 11.772.838 per l’anno 2026, a euro 11.797.582 per l’anno 2027, a euro 11.822.820 per l’anno 2028, a euro 11.848.564 a decorrere dall’anno 2029.

Ulteriori due commi dell’emendamento vanno invece a sanare una controversia tra AICS e attori di cooperazione degli articoli 24 e 25 della 125 (ovvero Amministrazioni dello Stato, camere di commercio, università, regioni ed enti locali). Viene esplicitamente inserita la possibilità da parte di AICS di erogare contributi a tali enti in forma anticipata.

Infine un comma dell’emendamento è dedicato al superamento del numero massimo di contratti a tempo determinato (max 20%) fissato dal Jobs Act per la “realizzazione e il monitoraggio di iniziative di cooperazione allo sviluppo” da parte di università private, istituti di ricerca pubblici e privati, istituti della cultura, ed altri tipi di enti di derivazione statale.

Di seguito il testo integrale dell’emendamento approvato nel Milleproroghe:

Atto Camera 2325

Dopo l’articolo 27, aggiungere il seguente:

Art. 27-bis – (Disposizioni in materia di organizzazione dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo)

1. Alla legge 11 agosto 2014, n. 125, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 19:
1) dopo il comma 5 è inserito il seguente:
«5-bis. Nelle sedi all’estero dell’Agenzia possono essere inviati, secondo criteri determinati dal Comitato di cui all’articolo 21, fino a sessanta dipendenti di cui al comma 2 del presente articolo e all’articolo 32, comma 4, primo periodo. Tale contingente può essere aumentato fino a novanta unità, nel limite delle risorse finanziarie effettivamente disponibili nell’ambito delle risorse assegnate»;
2) al comma 6, la parola: «cento» è sostituita dalla seguente: «centocinquanta»;
b) all’articolo 20, dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
«2-bis. Presso la Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo possono essere collocati fuori ruolo, nell’ambito del contingente numerico, nonché secondo le modalità e i limiti previsti dagli ordinamenti di appartenenza, magistrati ordinari o amministrativi o avvocati dello Stato, nel limite massimo complessivo di tre unità»;
c) all’articolo 24, comma 2, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Nelle convenzioni di cui al presente comma può essere disposta la corresponsione di anticipazioni»;
d) all’articolo 25, comma 1, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «I contributi di cui al presente comma possono essere erogati in forma anticipata».

2. All’articolo 23, comma 3, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, dopo la parola: «stipulati» sono inserite le seguenti: «per la realizzazione e il monitoraggio di iniziative di cooperazione allo sviluppo di cui alla legge 11 agosto 2014, n. 125, ovvero» e le parole: «possono avere durata pari a quella del progetto di ricerca» sono sostituite dalle seguenti: «o di cooperazione allo sviluppo di cui alla legge 11 agosto 2014, n. 125, possono avere durata pari a quella del progetto».

3. All’articolo 1, comma 336, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, le parole: «fino a 20» sono sostituite dalle seguenti: «fino a 29».

4. L’articolo 9, comma 2, del regolamento di cui al decreto del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale 22 luglio 2015, n. 113, è abrogato.

5. Le somme da assegnare all’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo per le spese di funzionamento sono incrementate di euro 4,2 milioni annui a decorrere dall’anno 2020.

6. Agli oneri derivanti dai commi 1, lettera a) e b) 3, 4 e 5, pari a euro 11.207.686 per l’anno 2020 e a euro 11.656.208 per l’anno 2021, a euro 11.678.619 per l’anno 2022, a euro 11.701.479 per l’anno 2023, a euro 11.724.796 per l’anno 2024, a euro 11.748.579 per l’anno 2025 a euro 11.772.838 per l’anno 2026, a euro 11.797.582 per l’anno 2027, a euro 11.822.820 per l’anno 2028, a euro 11.848.564 a decorrere dall’anno 2029 si provvede mediante corrispondente riduzione del finanziamento annuale di cui all’articolo 18, comma 2, lettera c), della legge 11 agosto 2014, n. 125. All’attuazione dei commi 1, lettere c) e d) e 2, si provvede mediante le risorse finanziarie, strumentali e umane disponibili a legislazione vigente.

Quartapelle Procopio Lia, Boldrini Laura, Romano Andrea, Migliore Gennaro, Di Maio Marco, Vitiello Catello, Cabras Pino, Carelli Emilio, Colletti Andrea, De Carlo Sabrina, Del Grosso Daniele, Di Stasio Iolanda, Ehm Yana Chiara, Emiliozzi Mirella, Grande Marta, Olgiati Riccardo, Perconti Filippo Giuseppe, Romaniello Cristian, Siragusa Elisa, Suriano Simona, Macina Anna, Donno Leonardo, Madia Maria Anna


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  1. “curiosamente anche da un folto gruppo di parlamentari del M5S”……Se il Movimento si era opposto era appunto, allora, per mancanza di risorse rispetto a priorità piu’ urgenti. Ragionate ogni tanto o scrivete così, tanto per consumare inchiostro???

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