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Valutare nella cooperazione allo sviluppo: un’indagine per promuovere ricerca e dialogo

Il sistema della Cooperazione Italiana sempre più discute della necessità di introdurre adeguate pratiche di valutazione degli interventi che siano in grado di misurarne l’impatto. Sono passati ormai quasi trent’anni da quando, alla fine degli anni ‘80, con un finanziamento delle Direzione Generale della Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri, un coordinamento di ONG si rese promotore di un primo studio sugli strumenti valutativi utilizzati per i programmi delle stesse organizzazioni nei paesi in via di sviluppo. Nel biennio 1994 – 1995 arrivò poi il primo programma di valutazione in itinere della Unità Tecnica Centrale del MAE all’interno del quale furono valutati singoli interventi di cooperazione in Etiopia, Egitto, Mozambico, Territori Palestinesi, Bosnia e Albania.

Da allora, nonostante nel 2002 si sia arrivati alla redazione di un manuale operativo di monitoraggio e valutazione, diversi organi si sono avvicendati nella valutazione delle iniziative di cooperazione senza riuscire a dare continuità e metodo alle pratiche di valutazione che per anni si sono susseguiti in modo per lo più occasionale. L’apertura ai donatori stranieri da parte delle ONG tra la fine degli anni ‘90 e i primi anni duemila stimolò pratiche di valutazione ancorate all’utilizzo del ciclo di progetto promosse dall’Unione Europea, alcune delle quali portarono ad una riflessione critica da parte non governativa sui metodi e sugli usi della valutazione (Viezzoli, 1999). Ciononostante, a giudicare dai risultati delle indagini condotte presso le ONG italiane (Amodeo, 2012), la valutazione sembrava ancora percepita “come un adempimento imposto dall’esterno e confusa con una pratica burocratica di controllo della legittimità della spesa pubblica (…) un’occasione persa per fare della valutazione lo strumento di una amministrazione che apprende” (Stame, 2007).

Una prima svolta sulla valutazione è segnata dalla riforma del settore con la legge 125/2014 che affida alla DGCS il compito di pianificare e realizzare la valutazione d’impatto della Cooperazione Italiana. Nel 2020 si arriva alla pubblicazione della “Guida per la valutazione d’impatto degli interventi di cooperazione allo sviluppo della DGCS” elaborata non solo in considerazione del nuovo quadro normativo ma anche degli impegni assunti dall’Italia in materia di efficacia e trasparenza degli aiuti in sede OCSE e negli altri importanti consessi internazionali sullo Sviluppo. Da qui un primo Programma triennale di valutazioni delle iniziative di cooperazione 2019-2021 che è stato recentemente portato a termine dalla DGCS e un secondo programma 2022-2024 che è attualmente in fase di elaborazione.

Partendo da queste esperienze e riflessioni, l’Associazione Italiana di Valutazione (AIV) ha creato nel 2020 il Gruppo Tematico Valutare nella Cooperazione su impulso di una piccola comunità di accademici, studiosi e operatori di sviluppo per offrire uno spazio di discussione sulla valutazione nel sistema italiano di cooperazione. Il Gruppo si pone l’obiettivo di promuove incontri, seminari, dibattiti online dal respiro internazionale per favorire occasioni di confronto tra committenti, valutatori/trici, organizzazioni della società civile (OSC) e altri stakeholder – con l’auspicio che una cultura della valutazione renda le politiche e le pratiche della cooperazione italiana più efficaci e sostenibili e favorisca processi di apprendimento, crescita e miglioramento.

All’inizio del mese di luglio il gruppo ha lanciato un questionario rivolto a tutte le OSC italiane che si occupano di cooperazione internazionale per esplorare le loro pratiche di valutazione e aggiornarne così lo stato dell’arte. Il questionario può essere compilato entro il prossimo 30 luglio 2021 attraverso questo link >> 

Per ulteriori informazioni, per partecipare al Gruppo Tematico Valutare nella Cooperazione, potete contattare l’AIV all’indirizzo valutarecooperazione.surveyaiv@gmail.com. (articolo a cura di Valeria Saggiomo e Laura Fantini)


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