Localizzazione e selezione con l’AI nel bando della Dana Foundation
La Dana Foundation ha aperto il suo Grants Programme 2026 per contributi da 50.000 euro l'anno per tre anni (fino a 150.000 euro per organizzazione) a fondo perduto e senza vincoli di destinazione. Il bando si rivolge a piccole e medie realtà a guida locale che lavorano contro la povertà multidimensionale in Africa, Asia, America Latina e Caraibi e Ucraina.
L'iniziativa si inserisce in qualche modo nel dibattito sulla localizzazione degli aiuti, la stessa fondazione ricorda che le organizzazioni locali, pur ottenendo risultati migliori e più duraturi, ricevono direttamente appena l'1,2% dei fondi internazionali per lo sviluppo. Di qui la scelta di un modello di filantropia basata sulla fiducia: finanziamenti pluriennali, flessibili e con rendicontazione semplificata.
Cosa finanzia e chi può partecipare
Il programma sostiene organizzazioni che affrontano insieme più dimensioni della povertà: istruzione, salute, mezzi di sussistenza, uguaglianza e inclusione sociale, resilienza climatica. Sono premiati gli approcci integrati, per esempio progetti che collegano salute e reddito, istruzione e parità di genere, agricoltura e tutela dell'ambiente. Contano anche la capacità di agire sulle cause profonde, l'uso dei dati per apprendere e adattarsi, soluzioni pensate da chi conosce il contesto.
Possono candidarsi organizzazioni non profit o ONG registrate con un bilancio annuo inferiore a 500.000 euro e almeno due anni di attività. Devono essere a guida locale, cioè governate e composte in prevalenza da persone delle comunità servite, e operare in aree ad alta povertà multidimensionale. Le aree geografiche indicate sono Africa, Asia meridionale e centrale, Asia orientale e sud-orientale, America Latina e Caraibi e Ucraina.
Ogni grant vale in media 50.000 euro l'anno per tre anni, per un totale di 150.000 euro. I fondi sono non vincolati: l'organizzazione decide come usarli per la propria missione, con obblighi di rendicontazione ridotti.
Come candidarsi
La domanda si presenta tramite il modulo online caricando i documenti già disponibili in inglese, francese, spagnolo o arabo. La fondazione chiede espressamente di non produrre nulla di nuovo per la candidatura e di preferire la sostanza alla forma: una bozza con i dati finanziari completi vale più di una sintesi curata ma generica. I documenti mancanti non sono di per sé motivo di esclusione, ma appaiono abbastanza sovrastimati rispetto alle organizzazioni locali guidate dalle comunità, vengono richiesti infatti documenti come:
- policy sul conflitto di interessi
- bilanci annuali
- manuale di gestione finanziaria
- policy di safeguarding
- quadro di monitoraggio e valutazione
- registro dei rischi
- documento strategico
La fondazione, registrata in Italia nel RUNTS e legata ad alcuni membri della famiglia Recordati (farmaceutica), utilizza un metodo di valutazione innovativo. La selezione combina la call aperta con segnalazioni da reti di settore e fondazioni partner. Per gestire il volume delle domande, la prima fase di due diligence è affidata a un sistema di valutazione basato su intelligenza artificiale di Fieldwise Philanthropy, che produce una shortlist poi esaminata dal team. Tra i criteri ci sono legittimità nella comunità, governance e gestione finanziaria solide, politiche di safeguarding, una chiara teoria del cambiamento e l'impegno al principio del "do no harm".
La scadenza per la presentazione delle proposte progettuali è fissata al 31 dicembre 2026.