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AgoraEU: il nuovo programma europeo per cultura, media e democrazia

Il Consiglio dell'Unione europea ha approvato il mandato parziale sul nuovo programma AgoraEU, uno degli elementi più significativi del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2028-2034. Si tratta di un programma che ridisegna profondamente l'architettura del sostegno europeo alla cultura, ai media e alla società civile, unificando sotto un unico ombrello istituzionale due dei programmi più noti della programmazione attuale: Europa Creativa e CERV – Cittadini, Uguaglianza, Diritti e Valori.

Un programma da 8,6 miliardi di euro

La proposta di regolamento è stata pubblicata il 16 luglio 2025, nell'ambito del pacchetto QFP presentato dalla Commissione europea, e prevede una dotazione complessiva di 8,6 miliardi di euro per il settennio 2028-2034. Obiettivo dichiarato: superare la frammentazione degli strumenti esistenti, creare sinergie tra cultura, informazione e partecipazione civica e rafforzare la resilienza democratica dell'Europa in un momento storico in cui queste tre dimensioni appaiono più che mai interconnesse.

L'approvazione del mandato parziale a metà 2026 segna un passo avanti decisivo nel percorso legislativo: il Consiglio ha ora il mandato per avviare i negoziati con il Parlamento europeo. Le questioni finanziarie — dotazione definitiva, durata, strumenti di garanzia — restano ancora aperte e legate all'accordo complessivo sul QFP.

Tre pilastri per la democrazia europea

AgoraEU si articola in tre sezioni principali, che riflettono le anime dei programmi che incorpora e le sfide che intende affrontare:

  • Cultura (ex Europa Creativa – Cultura): sosterrà la cooperazione culturale transfrontaliera, la mobilità degli operatori del settore, l'accesso alla cultura e la competitività dei settori culturali e creativi — dalla musica all'editoria, dalle biblioteche alle arti visive. Il mandato del Consiglio ha introdotto una definizione aggiornata di "settori culturali e creativi", riconoscendone tanto il valore artistico intrinseco quanto il contributo economico all'innovazione e alla crescita.
  • MEDIA+: rafforzerà l'industria audiovisiva europea, il settore dei videogiochi e — novità significativa — il giornalismo indipendente e il pluralismo dell'informazione. La posizione del Consiglio tiene conto delle diversità tra gli Stati membri nel settore audiovisivo, puntando a garantire una maggiore parità di condizioni tra paesi con capacità produttive molto diverse tra loro, favorendo così una partecipazione più equilibrata.
  • CERV+ (ex Cittadini, Uguaglianza, Diritti e Valori): è il pilastro dedicato alla promozione dei diritti fondamentali, all'uguaglianza, alla partecipazione democratica e alla lotta contro la discriminazione e la violenza di genere. Difenderà lo Stato di diritto e sosterrà una società civile attiva e inclusiva.

Il contesto strategico: dal Culture Compass a AgoraEU

La nascita di AgoraEU non è casuale. Si inserisce in una visione strategica consolidata, che trova espressione nel Culture Compass for Europe, il documento di indirizzo presentato dal Commissario UE Glenn Micallef nell'autunno 2025 per orientare le politiche culturali del prossimo ciclo programmatico. Il documento afferma con chiarezza che la cultura non è solo un settore economico: è un'infrastruttura democratica, capace di favorire dialogo, pluralismo e coesione sociale.

AgoraEU ne rappresenta l'evoluzione operativa: uno spazio — evocato già dal nome, che richiama l'agorà greca, luogo del dibattito pubblico — in cui cultura, informazione e cittadinanza attiva si intrecciano per rafforzare il progetto europeo comune.

Le novità istituzionali

Due innovazioni istituzionali meritano attenzione. La prima riguarda i punti di contatto AgoraEU: organismi indipendenti che ogni Stato membro potrà istituire per orientare i richiedenti, offrire formazione, promuovere le opportunità di finanziamento e favorire lo scambio di buone pratiche. Il mandato del Consiglio ha ampliato e precisato questa figura, garantendo che disponga di risorse adeguate — un elemento non trascurabile per i soggetti, spesso di piccole dimensioni, che si avvicinano per la prima volta ai programmi europei.

La seconda novità è il Comitato AgoraEU, composto da rappresentanti di ciascuno Stato membro, che si riunirà per discutere e votare sulle questioni connesse alle diverse sezioni del programma, rafforzando così il ruolo dei governi nazionali nella fase attuativa.

Creatività nell'era dell'intelligenza artificiale

Il mandato del Consiglio affronta esplicitamente il tema dell'impatto dell'intelligenza artificiale sui settori culturali e creativi. La posizione adottata è netta: la creatività umana rimane insostituibile. AgoraEU dovrà promuovere un uso etico, sostenibile e responsabile dell'IA, incoraggiando al contempo la protezione dei dati dei settori culturali e creativi e lo sviluppo di piattaforme audiovisive e mediatiche che promuovano la diversità culturale e linguistica.

Cosa preoccupa gli operatori del settore

Se l'impianto politico di AgoraEU raccoglie consensi ampi, alcune scelte operative sollevano preoccupazioni tra gli operatori culturali e creativi. La più controversa riguarda la soppressione del filone cross-sectoral di Europa Creativa, la componente dedicata ai progetti intersettoriali capaci di mettere in relazione ambiti culturali diversi affrontando sfide trasversali come la transizione digitale, il pluralismo dei media e l'inclusione sociale.

Questo filone — che nel biennio 2021-2023 aveva visto crescere significativamente la qualità e il numero delle candidature al bando Creative Innovation Lab, passate da 43 a 101 per un totale erogato di circa 20,5 milioni di euro — rischia di non trovare una corrispondenza adeguata nel nuovo assetto. La fusione tra programmi finora distinti, pur perseguendo un obiettivo di integrazione, potrebbe ridurre gli spazi dedicati alle specificità dei singoli comparti creativi, chiamati ora a confrontarsi con una struttura potenzialmente meno articolata.

Con l'approvazione del mandato parziale, il Consiglio avvia i negoziati con il Parlamento europeo sul regolamento AgoraEU. La dotazione finanziaria definitiva dipenderà dall'accordo sul QFP, il cui esito determinerà anche la forma finale del programma. Le organizzazioni della società civile, le istituzioni culturali, i media indipendenti e le realtà del terzo settore sono chiamate a seguire con attenzione questo processo: le scelte che verranno fatte nei prossimi mesi definiranno le opportunità di finanziamento europeo per un intero decennio.

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