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Riforma della cooperazione, stop agli emendamenti

E’ scaduto ieri il termine concesso in Commissione Esteri del Senato per la presentazione di emendamenti ai disegni di legge sulla Cooperazione allo Sviluppo dell’Italia (Ddl n.1326) in discussione in questi giorni. La trattazione è cominciata con una serie di audizioni tra cui quella riservata all’ambito non governativo. Il 20 marzo scorso i rappresentanti dalle reti AOI, CINI e LINK sono stati sentiti in Commissione e hanno potuto anticipare alcune richieste di modifica e integrazioni rispetto al testo governativo approvato dal CDM a fine gennaio. Le tre reti si sono focalizzate sui seguenti punti:

 

  • La nuova legge deve prevedere che il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale conferisca una piena delega in materia di cooperazione allo sviluppo al Viceministro. Il DDL governativo si limita ad affermare che il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale “può delegare” un Viceministro.
  • Riconoscere un’autonomia dell’Agenzia anche nelle dimensioni organizzativa, regolamentare e patrimoniale. Questa deve avere un organico qualificato, proporzionato alle risorse, valutato e sottoposto a procedure concorsuali.
  • Il riconoscimento dei soggetti aventi finalità di lucro pone alcuni problemi, dovranno quindi essere stabiliti inequivocabili criteri di valutazione per il loro coinvolgimento.
  • Nella nuova legge dovrà essere previsto che gli stanziamenti stabiliti per il triennio successivo non possano subire riduzioni.
  • La nuova legge infine dovrà promuovere e valorizzare maggiormente informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica, l’educazione alla cittadinanza globale, le attività di advocacy e il coinvolgimento del volontariato internazionale.

 

Queste indicazioni sono state trasformate dalle ONG in specifiche proposte di emendamento che alcuni giorni fa sono state inviate ai capi gruppo delle diverse forze politiche.

 

Leggi la nota delle ONG

 

Leggi gli emendamenti presentati

 

 


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