Bando per i Corpi civili di pace in Italia e all’estero

I Corpi Civili di Pace cercano 82 giovani

Ottantadue posti, diciassette progetti all’estero, quindici paesi in quattro continenti. È aperto il bando 2026 per i Corpi Civili di Pace, il programma del Dipartimento per le Politiche Giovanili che porta giovani italiani ed europei a operare in zone di conflitto, contesti post-bellici e aree di emergenza ambientale.

Un’idea nata dieci anni fa, che prende sempre più forma

I Corpi Civili di Pace non sono un’iniziativa nuova, ma restano ancora poco conosciuti rispetto al più diffuso Servizio Civile Universale. Istituiti con la Legge di Stabilità 2014 e poi disciplinati dal D.Lgs. 40/2017, nascono da un’idea semplice ma ambiziosa: costruire un contingente di giovani formati per intervenire nei contesti di crisi senza ricorrere agli strumenti militari. Diplomazia dal basso, costruzione di reti, tutela dei diritti, supporto umanitario. Nel 2023 sono stati 151 i giovani avviati in 28 progetti; nel 2024, 104 in 20 paesi. Ora il programma è stato rifinanziato con due milioni di euro l’anno per il triennio 2025-2027 grazie al Decreto-legge 25/2025, e questo nuovo ciclo mette in campo 82 posizioni distribuite su 17 progetti esteri e 2 in Italia.

Cosa si fa davvero sul campo

I volontari dei CCP operano in sei ambiti concreti: sostegno alla democratizzazione e alla mediazione nei contesti post-conflitto; rafforzamento della società civile locale con supporto tecnico e organizzativo; monitoraggio del rispetto dei diritti umani e del diritto umanitario; attività a favore di profughi, sfollati e migranti; educazione alla pace; gestione delle emergenze ambientali. Non si tratta di osservatori passivi: i volontari lavorano a fianco di organizzazioni locali e internazionali, costruiscono relazioni, affiancano comunità in contesti spesso fragili e imprevedibili. Prima della partenza, gli enti proponenti organizzano percorsi di formazione specialistica, spesso in collaborazione con università e centri di ricerca, sulle dinamiche del paese di destinazione, sulla sicurezza e sugli strumenti di intervento civile.

Nei cicli precedenti, i giovani dei CCP hanno operato in Guatemala, Giordania, Tanzania, Costa d’Avorio, Ruanda, Mozambico, Tunisia e molti altri contesti. Paesi dove la cooperazione internazionale e il lavoro umanitario si intrecciano con dinamiche politiche complesse, che richiedono sensibilità culturale oltre che competenze tecniche.

Chi può candidarsi e come

Il bando è aperto a giovani tra i 18 e i 28 anni, in possesso di diploma di scuola secondaria superiore. Possono candidarsi cittadini italiani (residenti in Italia o all’estero) e cittadini dell’Unione Europea o stranieri regolarmente soggiornanti in Italia. Per i progetti all’estero è generalmente richiesta la conoscenza dell’inglese a livello B2 e, a seconda del progetto, una seconda lingua straniera. La domanda va presentata esclusivamente attraverso la piattaforma DOL (domandaonline.serviziocivile.it), accessibile con CIE o SPID di livello 2. È possibile candidarsi a un solo progetto, per una sola sede: vale la pena studiare bene le schede sintetiche disponibili sulla piattaforma prima di scegliere.

Un’opportunità da non sottovalutare

Per un giovane che vuole muovere i primi passi nel mondo della cooperazione internazionale o dell’azione umanitaria, i Corpi Civili di Pace rappresentano qualcosa di difficilmente replicabile: un’esperienza strutturata, accompagnata da formazione seria, in contesti reali e spesso impegnativi. Non è un tirocinio né un volontariato improvvisato, ma un percorso riconosciuto dallo Stato, con copertura assicurativa e indennità mensile, che lascia nella storia professionale e personale di chi lo vive un segno duraturo. In un settore dove il primo accesso al campo è spesso il nodo più difficile da sciogliere, questa è una delle poche porte aperte che vale davvero la pena attraversare.

La scadenza per presentare domanda è fissata alle ore 14:00 di venerdì 4 dicembre 2026.

Per saperne di più





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